Normativa droni in Italia per il rilievo: cosa serve per volare

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Ultimo aggiornamento:

Testato con: Non dipende dal software; riferimenti normativi verificati al settembre 2026

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Perché una guida sulla normativa in un sito di software#

WebODM elabora le foto dopo il volo. Ma un'ortofoto ottenuta con un volo non regolare è un problema per chi la consegna, per chi la riceve e, se sei un ente, per chi la mette agli atti. Questa pagina raccoglie i punti fermi della normativa per un rilievo fotogrammetrico tipico: drone leggero, area limitata, quota sotto i 120 m, volo in vista. Non tratta la categoria specifica, che richiede un percorso a parte con ENAC.

Le regole cambiano e le pagine ufficiali sono aggiornate più spesso di noi: usa questa guida per orientarti e le fonti ufficiali per decidere.

1. Il quadro normativo#

Tre testi governano il volo dei droni civili in Italia:

Testo Cosa regola Dove leggerlo
Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 Le regole operative: categorie (aperta, specifica, certificata), sottocategorie, requisiti per piloti e operatori EUR-Lex, sezione droni di enac.gov.it
Regolamento delegato (UE) 2019/945 I requisiti tecnici dei droni e la marcatura di classe C0–C4 (e superiori) EUR-Lex
Regolamento ENAC UAS-IT Le disposizioni nazionali che integrano i regolamenti europei in Italia enac.gov.it

I regolamenti europei valgono in tutti gli Stati membri. Le zone geografiche e alcune disposizioni operative restano nazionali, e in Italia passano per ENAC e per il portale D-Flight.

2. La categoria aperta#

La categoria aperta è quella in cui rientra la maggior parte dei rilievi con droni leggeri. Non richiede un'autorizzazione preventiva, ma impone limiti precisi:

  • quota massima di 120 m dal suolo;
  • volo in vista (VLOS): il pilota vede il drone senza strumenti;
  • massa massima al decollo (MTOM) inferiore a 25 kg;
  • il drone appartiene a una classe C0–C4 o è un modello immesso sul mercato prima del 1° gennaio 2024 senza marcatura di classe (vedi sotto).

Per la fotogrammetria il limite dei 120 m fissa il GSD minimo ottenibile con una data camera; il VLOS limita l'estensione del singolo volo. Come questi vincoli entrano nel piano di volo è spiegato in Acquisire le immagini.

3. Sottocategorie A1, A2, A3 e classi C0–C4#

Dentro la categoria aperta le operazioni si dividono in tre sottocategorie, in base alla vicinanza alle persone e alla classe del drone.

Sottocategoria Classi ammesse Regola sulle persone Attestato
A1 C0, C1 Si può volare vicino a persone non coinvolte, non sopra assembramenti Attestato A1/A3 (formazione ed esame online)
A2 C2 Distanza orizzontale dalle persone non coinvolte di almeno 30 m; 5 m con modalità a bassa velocità (low-speed) attiva; regola 1:1 (distanza orizzontale almeno pari all'altezza di volo) Attestato A2, con esame
A3 C0, C1, C2, C3, C4 Lontano dalle persone; almeno 150 m da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative Attestato A1/A3

La regola 1:1 in A2 significa che se voli a 40 m di quota devi stare almeno a 40 m dalle persone non coinvolte, e comunque non meno di 30 m (5 m in low-speed).

In pratica: in campagna, su un cantiere recintato o su un'area agricola lontana da case, un drone in A3 va bene. In ambito urbano servono un drone C0 o C1 (A1) oppure C2 con attestato A2, e entrano in gioco zone geografiche e privacy.

4. Droni immessi sul mercato prima del 2024, senza marcatura di classe#

Molti droni in uso non hanno un'etichetta di classe C0–C4, perché sono stati immessi sul mercato prima del 1° gennaio 2024. Secondo la pagina ENAC dedicata (aggiornata il 14 maggio 2024), questi droni continuano a volare in categoria aperta con questa regola:

  • massa inferiore a 250 g → sottocategoria A1;
  • massa inferiore a 25 kg → sottocategoria A3.

Non esiste una via intermedia: un drone da 900 g senza marcatura non può operare in A2, anche con l'attestato A2. Per rilievi vicino a persone o edifici le opzioni sono l'A3 o un drone marcato. Verifica la pagina ENAC, oggetto di più aggiornamenti.

5. Registrazione dell'operatore e attestati: il portale D-Flight#

D-Flight è il portale italiano dei servizi per i droni. Ci passano tre cose che riguardano chiunque faccia rilievi:

  1. Registrazione dell'operatore. Chi vola con un drone dotato di camera si registra come operatore UAS e riceve un codice operatore (con QR code) da applicare sul drone. La registrazione è nominativa per la persona o per l'organizzazione (un Comune, uno studio) che è responsabile delle operazioni; il pilota può essere una persona diversa.
  2. Attestato A1/A3. Formazione ed esame online, tramite i servizi ENAC/D-Flight.
  3. Attestato A2. Richiede un esame, oltre alla formazione, e abilita alle operazioni in A2 con droni di classe C2.

Sul portale trovi anche i servizi di geo-awareness (le mappe delle zone geografiche) e le informazioni aggiornate su costi e validità di registrazione e attestati, che qui non riportiamo perché cambiano.

6. Zone geografiche e geo-awareness#

Non tutto lo spazio aereo è aperto. Le zone geografiche definite da ENAC (intorno agli aeroporti, su aree sensibili, su alcune città) possono vietare il volo, limitarlo in quota o richiedere un'autorizzazione o un coordinamento. Le mappe sono pubblicate su D-Flight e sono lo strumento con cui verificare, prima di ogni volo, se l'area del rilievo è libera e con quali limiti.

Va fatto in fase di pianificazione, non sul campo: se il rilievo cade in una zona con limite di quota a 45 m, GSD e numero di foto cambiano. Alcune app di pianificazione mostrano le zone D-Flight sulla mappa; il riferimento ufficiale resta il portale.

7. Assicurazione#

L'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi è obbligatoria per l'operatore di droni, anche in categoria aperta e anche per l'uso non professionale. I massimali minimi, le modalità e le eccezioni sono indicati nei regolamenti e nelle pagine ENAC: rimandiamo a quelle, senza riportare importi. Se voli per lavoro, verifica con la compagnia che la polizza copra l'attività svolta (rilievo, riprese su commissione) e non solo l'uso ricreativo. Per un ente, la copertura va coordinata con le polizze già in essere.

8. Privacy e riprese aeree#

Un'ortofoto è una fotografia ad alta risoluzione di un territorio. Se il territorio include abitazioni, giardini, persone, targhe, il trattamento di quelle immagini rientra nel Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e nelle norme italiane collegate. Questo vale sia per le singole foto sia per l'ortofoto finale, che spesso viene pubblicata o consegnata.

Senza entrare nella consulenza legale, che spetta a un professionista, i punti da considerare in un rilievo urbano sono: la base giuridica del trattamento, l'informativa a chi può essere ripreso quando è praticabile, la minimizzazione (volare solo sull'area necessaria, tagliare l'ortofoto con --crop o --boundary all'area di interesse), la conservazione e la sicurezza delle immagini originali. WebODM aiuta su un punto: i dati restano sul tuo computer o sul tuo server, e questo semplifica il controllo su chi vi accede. Per gli enti pubblici il responsabile della protezione dei dati (RPD/DPO) va coinvolto prima del rilievo.

9. Rilievo professionale e rilievo hobbistico: cosa cambia#

Le regole della categoria aperta descritte finora si applicano al volo in quanto tale. Per la distinzione tra uso ricreativo e professionale, e per eventuali obblighi aggiuntivi legati all'attività d'impresa, rimandiamo alle pagine ENAC. Sul piano pratico, chi fa rilievi per conto terzi si trova comunque a dover gestire alcune cose in più:

Aspetto Uso hobbistico Rilievo professionale
Registrazione operatore Sì, se il drone ha una camera Sì, in genere a nome dello studio o dell'ente
Attestato In base alla sottocategoria In base alla sottocategoria; l'A2 amplia le possibilità in ambito urbano
Assicurazione Obbligatoria Obbligatoria; verificare che copra l'attività svolta
Zone geografiche Da verificare a ogni volo Da verificare e documentare nel fascicolo del rilievo
Privacy Attenzione a persone e abitazioni Il committente e l'operatore vanno inquadrati come titolare/responsabile del trattamento; coinvolgere il DPO negli enti
Documentazione Facoltativa Piano di volo, log, report di qualità di WebODM, GCP e check point per la relazione tecnica

L'ultimo punto è quello in cui il software aiuta di più. Il report di qualità che WebODM produce per ogni task, insieme alla validazione con check point, è la base della relazione che accompagna un rilievo: come costruirla è spiegato in Accuratezza e validazione.

Come verificare

Prima di un volo di rilievo in categoria aperta, controlla di avere:

  1. Il drone con la classe (o la data di immissione sul mercato) coerente con la sottocategoria in cui vuoi operare.
  2. La registrazione come operatore su D-Flight e il QR code applicato al drone.
  3. L'attestato richiesto dalla sottocategoria (A1/A3 o A2).
  4. La verifica delle zone geografiche sull'area del rilievo, con eventuali limiti di quota riportati nel piano di volo.
  5. L'assicurazione in corso di validità e adeguata all'attività.
  6. Una valutazione della privacy se l'area include abitazioni o persone.

Prossimi passi#

Informazioni indicative, verificare sempre le fonti ufficiali aggiornate: enac.gov.it e d-flight.it.

Fonti

Guide correlate