Esportare e aprire gli output di WebODM in QGIS

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Testato con: WebODM 3.2.8; QGIS 3.x LTR

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WebODM produce i dati; QGIS li trasforma in elaborati: tavole, analisi, confronti, consegne per la PA. Questa guida raccoglie in un unico posto il flusso da un task di WebODM a un progetto QGIS ordinato. Termini nel glossario.

1. Cosa scaricare e come organizzarlo#

Dal pannello del task scarica "All assets" e scompatta l'archivio in una cartella per progetto. Gli output che useremo in QGIS:

Output Percorso nell'archivio Formato Guida dedicata
Ortofoto odm_orthophoto/odm_orthophoto.tif GeoTIFF (COG se richiesto) Ortofoto
DSM / DTM odm_dem/dsm.tif, odm_dem/dtm.tif GeoTIFF a banda singola DSM e DTM
Nuvola di punti odm_georeferencing/odm_georeferenced_model.laz LAZ (LAS, COPC se richiesti) Nuvola di punti
Report odm_report/report.pdf PDF Report di qualità

Il modello 3D (OBJ, GLB) non si apre in QGIS come layer: per la mesh usa CloudCompare, MeshLab o Blender (modello 3D).

Un consiglio pratico: non rinominare i file dentro le cartelle originali e crea invece una cartella gis/ accanto, dove salvare progetto QGIS, stili e derivati (curve, ritagli, riproiezioni).

2. Aprire i raster: ortofoto e DEM#

Trascina il GeoTIFF nella finestra di QGIS o usa Layer → Aggiungi layer → Aggiungi layer raster. QGIS legge il sistema di riferimento dal file e posiziona il layer.

Per l'ortofoto:

  • Se il file è grande e la navigazione è lenta, costruisci le piramidi (Proprietà del layer → Piramidi → Costruisci) oppure rielabora il task con --cog, che le contiene già.
  • Nella scheda Trasparenza puoi dichiarare il valore "no data" (di norma nero o bianco ai bordi) o usare la banda alfa, se presente, per rendere trasparente il contorno.

Per il DEM, il layer appare in scala di grigi. Nella scheda Informazioni verifica tre cose: dimensione del pixel (deve corrispondere a --dem-resolution, per esempio 0,05 m), sistema di riferimento (EPSG dichiarato) e intervallo dei valori (le quote minime e massime, che ti dicono subito se le quote sono ellissoidiche o ortometriche, vedi §4).

3. Aprire la nuvola di punti#

Da QGIS 3.18 le nuvole LAS, LAZ e COPC si aprono come layer nativi grazie a PDAL: trascina il file. Al primo caricamento QGIS costruisce un indice e può richiedere qualche minuto su file grandi.

Nella scheda Simbologia scegli la colorazione: RGB (i colori reali), per attributo (la quota Z con una rampa) o per classificazione (se hai elaborato con --pc-classify, terreno e non terreno hanno colori distinti). Nel pannello di Processing, il gruppo "Nuvola di punti" offre ritaglio, filtro per attributo (per esempio solo Classification = 2), esportazione in raster e conversione di formato.

Per vederla in tre dimensioni: Vista → Nuove viste mappa 3D. La vista 3D mostra insieme nuvola, ortofoto drappeggiata sul DEM e vettori.

4. Riproiettare sul sistema del progetto#

Gli output di WebODM sono nel sistema del task: senza GCP in altro sistema, è WGS 84 / UTM (EPSG:32632, 32633 o 32634 in Italia). La tua CTR regionale è in RDN2008 / UTM (EPSG:7791–7793) o ancora in Gauss-Boaga (EPSG:3003/3004). Quale scegliere e perché è spiegato nella guida ai sistemi di riferimento italiani; qui vediamo il come.

Riproiezione al volo. QGIS trasforma automaticamente ogni layer nel sistema del progetto (in basso a destra, il pulsante con l'EPSG del progetto). Imposta il progetto sul sistema della consegna e i layer di WebODM si sovrappongono correttamente alla base. Al primo incontro tra due sistemi con datum diversi QGIS può chiederti quale trasformazione usare: scegli quella con la maggiore accuratezza dichiarata e, se propone di installare griglie aggiuntive, accetta.

Riproiezione fisica. Quando devi consegnare il file in un altro EPSG, riproietta davvero: Raster → Proiezioni → Riproiezione (warp), scegli SR di destinazione e metodo di ricampionamento (bilineare per DEM, cubico o bilineare per l'ortofoto, mai "vicino più prossimo" sui DEM). Per la nuvola usa gli strumenti di Processing del gruppo Nuvola di punti (Riproietta) o PDAL da riga di comando.

Quote. La riproiezione planimetrica non cambia le quote. Se il DEM è in quote ellissoidiche e la consegna le vuole ortometriche, applica una correzione con il Calcolatore raster (per esempio "dsm@1" - N, dove N è l'ondulazione del geoide nell'area) o, meglio, usa una trasformazione con modello di geoide se disponibile nella tua installazione. La guida sui sistemi di riferimento entra nel dettaglio.

5. Stile del DEM: ipsometria e ombreggiatura#

Un DEM grigio non comunica nulla. Due stili lo rendono leggibile.

Ipsometria (falso colore). Proprietà → Simbologia → Tipo di visualizzazione "Falsocolore banda singola". Scegli una rampa (le rampe "Terrain" o "Viridis" sono buone basi), la modalità di classificazione e il numero di classi; con "Continuo" ottieni gradienti, con classi discrete una lettura a fasce. Fissa i valori minimo e massimo a mano se devi confrontare più DEM con la stessa scala.

Ombreggiatura (hillshade). Due strade:

  • come stile: Simbologia → Tipo di visualizzazione "Ombreggiatura", con azimut (di norma 315°) e altitudine del sole (45°); regola l'esagerazione verticale (fattore Z) se il rilievo è dolce;
  • come layer separato: Raster → Analisi → Ombreggiatura crea un nuovo raster, che puoi mettere sopra l'ipsometria con modalità di fusione "Moltiplica" e opacità al 50–70%. È il classico effetto "carta in rilievo".

Sull'ortofoto stessa puoi drappeggiare l'ombreggiatura con la stessa tecnica, per far risaltare scavi e cumuli.

Curve di livello. Se le hai estratte (Raster → Estrazione → Curve di livello, o dal plugin Contours di WebODM), etichettale con l'attributo quota e distingui le direttrici con una regola di stile (per esempio "ELEV" % 5 = 0 per una linea più spessa ogni 5 m).

6. Layout di stampa con scala e nord#

Per una tavola da allegare a una relazione:

  1. Progetto → Nuovo layout di stampa; dai un nome e scegli formato e orientamento della pagina (Proprietà pagina).
  2. Aggiungi la mappa (Aggiungi elemento → Aggiungi mappa) e traccia il riquadro. Nel pannello Proprietà elemento imposta la scala a un valore rotondo (1:500, 1:1.000, 1:2.000) e blocca i layer se cambierai la vista principale.
  3. Aggiungi la barra di scala, collegata alla mappa; scegli stile e unità.
  4. Aggiungi la freccia del nord (Aggiungi elemento → Aggiungi freccia nord); QGIS la ruota secondo la mappa. Ricorda che l'ortofoto UTM ha un nord del reticolo che differisce dal nord geografico di una piccola convergenza: la freccia indica il nord del reticolo se non specifichi altro.
  5. Aggiungi legenda, titolo, sistema di riferimento (scrivi l'EPSG e il sistema di quote in chiaro), data del volo, fonte e la nota "elaborato da fotogrammetria UAS con WebODM".
  6. Opzionale: una griglia con coordinate (Proprietà elemento mappa → Griglie), utile nelle tavole per la PA.
  7. Esporta in PDF o in immagine (Layout → Esporta come PDF). Per le tavole con ortofoto pesanti, abbassa la risoluzione di esportazione a 150–200 dpi per contenere il file.

Salva il layout nel progetto e, se produci tavole simili in serie, salvalo come modello (Layout → Salva come modello).

7. Servire l'ortofoto da WebODM come tile XYZ#

Non è obbligatorio scaricare il GeoTIFF. WebODM espone, per ogni task, i tasselli dell'ortofoto (e degli altri raster del task) come servizio XYZ/TMS, lo stesso usato dalla sua mappa 2D. QGIS li legge come layer XYZ in streaming: utile per un'anteprima rapida, per una postazione con poco spazio disco o per un collega che deve solo consultare.

  1. In WebODM apri il pannello del task e cerca la voce che espone i servizi tile del task (nelle versioni recenti è accessibile dal menu del task o dalla mappa 2D). Copia l'URL del layer XYZ; verifica nel pannello del task e nella documentazione ufficiale la posizione esatta e se l'URL include un token di autenticazione.
  2. In QGIS, pannello Browser → XYZ Tiles → tasto destro → Nuova connessione. Incolla l'URL, dai un nome e conferma.
  3. Trascina la connessione nella mappa: l'ortofoto compare in streaming, nel sistema Web Mercator (EPSG:3857) usato dai tile; QGIS la riproietta al volo sul tuo progetto.

Limiti da conoscere: i tile sono per la visualizzazione, non per l'analisi (non puoi calcolare volumi o statistiche su un layer XYZ); la risoluzione massima è quella dei livelli di zoom generati; se l'URL contiene un token, ha una scadenza e va rinnovato; se la tua WebODM gira in locale, il servizio è raggiungibile solo dalla stessa rete. Per pubblicare in modo stabile, i tasselli statici di --tiles copiati su uno spazio web sono più robusti.

Come verificare

Il progetto QGIS è pronto se:

  • ortofoto, DEM e nuvola si sovrappongono tra loro e alla base cartografica senza scostamenti evidenti;
  • il sistema del progetto è quello della consegna e i layer di WebODM dichiarano il proprio EPSG (nessun "SR sconosciuto");
  • le quote del DEM sono nel sistema atteso (controlla un punto quotato noto);
  • il layout esporta un PDF con scala corretta: misura con un righello sulla stampa la distanza tra due punti di coordinate note.

Problemi frequenti#

Il layer compare in un posto sbagliato o "sparisce". Sistema di riferimento non riconosciuto o errato: Proprietà → Sorgente → Sistema di riferimento; controlla che corrisponda all'EPSG del task.

Ortofoto e CTR sfalsate di 1–3 m in modo costante. Probabile mancanza di GCP (errore GPS del drone) oppure una trasformazione di datum approssimata; verifica in QGIS la trasformazione scelta e leggi la guida ai sistemi di riferimento.

Il DEM "sta" 40 m sopra la CTR. Quote ellissoidiche contro ortometriche.

QGIS non apre il LAZ. Versione precedente alla 3.18 o compilata senza PDAL: aggiorna alla LTR corrente.

Il layer XYZ non carica. URL o token errati/scaduti, oppure WebODM non è raggiungibile dalla postazione QGIS.

Prossimi passi#

Fonti

Guide correlate