Ortofoto da WebODM: GeoTIFF, COG, PNG e KMZ spiegati

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Testato con: WebODM 3.2.8, motore ODX / ODM 3.6.0

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L'ortofoto (in inglese orthophoto o orthomosaic) è il prodotto che quasi tutti cercano quando aprono WebODM per la prima volta: una fotografia aerea "raddrizzata", in cui ogni pixel ha coordinate reali e le distanze si misurano come su una carta. In questa guida vedi come nasce, quali file trovi nella cartella dei risultati e con quali opzioni li controlli. I termini in inglese sono spiegati nel glossario.

1. Cos'è un'ortofoto (e cosa non è)#

Una singola foto scattata dal drone ha una prospettiva: gli oggetti alti sembrano inclinarsi verso i bordi e la scala cambia da un punto all'altro. Per costruire l'ortofoto, il motore di elaborazione (ODX in WebODM, ODM nella distribuzione OpenDroneMap) ricostruisce prima la geometria della scena, poi proietta le immagini su quella superficie e le fonde in un unico mosaico a scala costante.

Il risultato ha due proprietà che una foto normale non ha:

Proprietà Cosa significa in pratica
Geometria ortogonale Ogni pixel è visto "dall'alto in verticale". Puoi misurare distanze e aree.
Georeferenziazione Il file contiene la posizione e il sistema di riferimento. QGIS lo colloca nel posto giusto da solo.

Cosa non è: non è un rilievo in sé, ma la rappresentazione di un rilievo. La sua accuratezza posizionale dipende dal GPS del drone o dai punti di controllo a terra (GCP) che hai usato. Senza GCP, l'ortofoto è nel sistema derivato dagli EXIF delle foto (WGS 84 / UTM) con l'errore tipico di un GPS consumer: ne parliamo nella guida ai sistemi di riferimento italiani e in quella sui GCP.

2. Risoluzione: il GSD comanda, l'opzione segue#

La risoluzione dell'ortofoto si esprime in centimetri per pixel. WebODM la imposta con l'opzione --orthophoto-resolution, il cui valore predefinito è 5 cm/px.

Il punto da capire è che il software non può inventare dettaglio che le foto non contengono. Il limite è il GSD (Ground Sampling Distance), cioè quanti centimetri di terreno copre un pixel delle foto originali, che dipende da quota di volo, sensore e focale. Se hai volato a un GSD di 2,5 cm/px, chiedere un'ortofoto a 1 cm/px produce solo un file quattro volte più grande, con pixel interpolati e nessuna informazione in più.

La regola pratica:

  • Ortofoto per la consegna: imposta --orthophoto-resolution a un valore uguale o poco superiore al GSD del volo (ad esempio GSD 2,5 → 3 cm/px).
  • Ortofoto di anteprima o per aree molto grandi: valori più alti (10–20 cm/px) riducono peso e tempi.
  • Non scendere sotto il GSD: non serve e rallenta tutto.

Il GSD del tuo volo lo trovi nel report di qualità del task (come leggerlo) e lo pianifichi prima del volo (acquisire le immagini).

3. I formati che WebODM può produrre#

L'ortofoto principale è sempre un GeoTIFF. Gli altri formati sono aggiuntivi e si attivano con opzioni dedicate nel pannello delle opzioni del task.

Formato Opzione Quando serve
GeoTIFF sempre prodotto Il formato di riferimento per QGIS, CAD e qualsiasi GIS. Conserva le coordinate.
COG (Cloud Optimized GeoTIFF) --cog Stesso GeoTIFF, ma organizzato in blocchi con anteprime interne. Si apre più veloce in QGIS e si può servire via web senza convertirlo. Consigliato se il file supera qualche centinaio di MB.
PNG --orthophoto-png Immagine senza georeferenziazione, per relazioni, presentazioni, siti web. Non usarla per misurare.
KMZ --orthophoto-kmz Per aprire l'ortofoto in Google Earth. Comodo per mostrare il risultato a un cliente.
Tiles (tasselli XYZ) --tiles Genera una piramide di tasselli statici, utile per pubblicare la mappa su un sito senza server GIS.

Nell'archivio completo dei risultati ("All assets") l'ortofoto sta nella cartella odm_orthophoto/, con il nome odm_orthophoto.tif. Le varianti PNG e KMZ, se richieste, sono nella stessa cartella. Nel pannello del task di WebODM il pulsante di download offre direttamente l'ortofoto GeoTIFF senza dover scaricare tutto l'archivio.

Se cambi solo queste opzioni dopo un'elaborazione già riuscita, non serve rifare tutto: WebODM permette di rielaborare dal passo giusto con --rerun-from. Il dettaglio è nella guida alle opzioni.

4. Bordi puliti: crop, boundary e cutline#

Ai margini del volo la sovrapposizione tra le foto cala e l'ortofoto tende a sfrangiarsi. Tre opzioni aiutano a consegnare un prodotto ordinato.

--crop ritaglia l'ortofoto (e i DEM) di una fascia dal bordo dell'area ricostruita. Il predefinito è 3 m. Aumentalo se i bordi sono rumorosi, mettilo a 0 se ti serve tutta l'estensione e pulirai tu in QGIS.

--auto-boundary calcola automaticamente un perimetro basato sulle posizioni delle foto e scarta ciò che sta fuori. È la scelta più semplice per voli a griglia regolare. Se vuoi un perimetro preciso, puoi caricare un tuo poligono con --boundary (un file GeoJSON).

--orthophoto-cutline fa una cosa diversa: calcola una linea di taglio tra le immagini che segue i bordi naturali della scena (strade, muri) invece di tagliare a metà gli oggetti. Riduce i "fantasmi" nelle zone di sovrapposizione. Rallenta un po' l'elaborazione, ma su centri abitati vale la pena.

5. Scaricare l'ortofoto da WebODM#

  1. Apri il progetto e il task completato.
  2. Premi il pulsante di download: scegli "Orthophoto (GeoTIFF)" per il solo file, oppure "All assets" per l'intero archivio con DEM, nuvola e report.
  3. Se hai attivato --orthophoto-png o --orthophoto-kmz, le voci corrispondenti compaiono nello stesso menu.
Menu di download di un task in WebODM con le voci Orthophoto, Surface Model, Point Cloud, All Assets

Il GeoTIFF di un volo di qualche centinaio di foto a 3 cm/px pesa facilmente più di 1 GB. Se devi inviarlo, considera il COG (si apre a pezzi, senza scaricare tutto) o un PNG ridotto per la sola visualizzazione.

6. Aprire l'ortofoto in QGIS#

In QGIS basta trascinare il file .tif nella finestra del progetto: il layer compare nella posizione corretta e il sistema di riferimento viene letto dal file. Se la tua base cartografica è in un sistema diverso (per esempio la CTR regionale in RDN2008), QGIS riproietta al volo. Tutti i dettagli, compreso lo stile e il layout di stampa, sono nella guida esportare in QGIS.

Un controllo veloce che conviene sempre fare: sovrapponi l'ortofoto a uno sfondo OpenStreetMap o all'ortofoto regionale e guarda se strade e edifici coincidono. Uno scostamento di qualche metro con un drone senza RTK e senza GCP è normale; uno scostamento di decine di metri indica un problema di sistema di riferimento.

7. Condividere il risultato#

Le strade più comuni, dalla più semplice:

  • Link a WebODM: se la tua installazione è raggiungibile in rete, WebODM può condividere la mappa 2D e la vista 3D di un task con un link pubblico. Chi lo apre non deve installare nulla.
  • KMZ: il cliente lo apre in Google Earth con un doppio clic.
  • PNG: per relazioni e slide. Ricordati di indicare che non è misurabile.
  • COG su uno spazio web: QGIS e molti visualizzatori lo leggono direttamente dall'URL.
  • Tiles XYZ: WebODM espone i tasselli dell'ortofoto di ogni task, che puoi aggiungere in QGIS come layer XYZ; vedi la guida su QGIS.

Come verificare

Hai ottenuto quello che ti serve se:

  • in QGIS il layer si posiziona sopra la base cartografica senza scostamenti evidenti;
  • nelle proprietà del layer la risoluzione in metri per pixel corrisponde al valore che hai impostato (0,03 per 3 cm/px);
  • il sistema di riferimento del layer è dichiarato (per esempio EPSG:32632 o 32633) e non "sconosciuto";
  • i bordi sono puliti e non ci sono strisce di terreno "spalmato" lungo il perimetro.

Problemi frequenti#

L'ortofoto ha zone sfocate o "spalmate". Sovrapposizione insufficiente o superfici uniformi (acqua, campi arati). Si corregge in acquisizione, non con le opzioni: vedi risultati scadenti.

Il file è enorme e QGIS è lento. Attiva --cog oppure genera piramidi in QGIS (Proprietà del layer → Piramidi). Valuta se la risoluzione richiesta è davvero necessaria.

Le linee rette (marciapiedi, tetti) sembrano spezzate. È l'effetto delle giunzioni tra immagini. Prova --orthophoto-cutline; se il problema è sugli edifici alti, la guida ai casi particolari spiega perché e cosa fare.

Il PNG non si apre in QGIS nel posto giusto. È normale: il PNG non contiene coordinate. Usa il GeoTIFF.

Prossimi passi#

Fonti

Guide correlate